Verena oggi gestisce il maso proprio come faceva il padre una volta. Quando era giovane, si trattava ancora di un’attività piccola: qualche meleto, un paio di mucche, pecore e un campo in cui coltivare la frutta. Poi, come è successo a tanti altri altoatesini, è venuta l’idea di coltivare le mele, ma senza rinunciare alle verdure, pensando in grande. In questo modo si riusciva sia a soddisfare la richiesta dei supermercati della zona, sia a vendere i prodotti per conto proprio.
Tanto lavoro, ma mai abbastanza per il padre. Aveva sempre sognato di aprire una locanda, ma avendo quattro figli, di cui uno sulla sedia a rotelle, sua moglie si era sempre dimostrata riluttante al pensiero. Nel 2003 hanno poi deciso di ristrutturare il fienile, costruendo degli appartamenti al piano superiore. E quando poi di punto in bianco si è liberato uno spazio bello ampio nel seminterrato, si è pensato di ricavarne altri 2 appartamenti per sfruttarlo al meglio. Stavolta è stato però il padre a essere contrario: segnava l’inizio del suo sogno di avere una propria locanda.
Forse era un po’ troppo ottimista dato che non aveva nessuna esperienza come albergatore, era un agricoltore in tutto e per tutto. In qualche modo però ci si arrangia e si impara a gestire le situazioni come vengono.